Fisica applicata di Claudio Lanzieri guida dal 28-04-2000
Lo scienziato Max Perutz, Nobel per la chimica nel '62, è morto a
Cambridge all’età di 87 anni
Max Ferdinand Perutz, nacque a Vienna il 19 Maggio 1941. Iscritto
all’Università di Vienna nel 1932, indirizzò il suo interesse
verso la chimica organica, in special modo verso il lavoro svolto da Sir F.
G. Hopkins a Cambridge nel campo della biochimica organica. Per tale ragione
si recò nel 1936 presso il Cavendish Laboratory di Cambridge per la
sua tesi di Ph.D. Le vicende politico-militari che si abbatterono in Europa
in quegli anni, colpirono anche la sua famiglia che si vide espropriata di
ogni bene e costretta all’esilio. Per sua fortuna, grazie al contributo
economico elargito dalla Fondazione Rockefeller, riuscì ad ottenere
l’incarico di “research assistant” di Sir Lawrence Bragg,
che attraverso alcune interruzioni, mantenne fino al 1945. In quell’anno,
infatti, divenne “Research Fellowship” presso le Imperial Chemical
Industries. Nel 1947, ottenne l’incarico di guidare il “Medical
Research Council Unit for Molecular Biology”, responsabilità che
mantenne fino al 1962, anno in cui fu nominato “Chairman of the Medical
Research Council Laboratory of Molecular Biology”.
Il lavoro scientifico di Perutz sulla struttura dell’emoglobina
nacque sullo spunto di un colloquio avvenuto con F. Haurowitz a Praga, nel
Settembre 1937.
In quegli anni i fisici avevano definito delle nuove tecniche d'indagine, utilizzando
la capacità dei raggi X, in modo da investigare la struttura spaziale
di molti semplici cristalli. L'idea di Perutz e di un gruppetto d’altri
scienziati fu di utilizzare la stessa tecnica, per comprendere la struttura
di una molecola complessa come una proteina. Il tutto con gli strumenti di
allora e soprattutto con i calcolatori di allora.
Da G. S. Adair ottenne i primi cristallini di emoglobina,
Bernal e I. Fankuchen gli mostrarono come ottenere delle figure di diffrazione
dai raggi X e la loro interpretazione. Insieme, nel 1938, pubblicarono un primo
lavoro sulla diffrazione dei raggi X ottenuti da un cristallo di emoglobina